Axel Munthe conseguì una laurea di primo livello in medicina presso l’università di Uppsala nel 1867 a 19 anni. Intraprese subito dopo un viaggio verso sud a causa della sua cattiva salute – una sospetta tubercolosi (o polmoni deboli, come si diceva all’epoca) che lo tormenterà a lungo – e visitò, tra l’altro, per la prima volta Capri. In seguito proseguì gli studi a Montpellier, in Francia, presso il rinomato ginecologo Amadée Courty e nel 1880 discusse a Parigi una tesi di dottorato sulle emorragie uterine durante il parto.
Axel Munthe conseguì una laurea di primo livello in medicina presso l’università di Uppsala nel 1867 a 19 anni. Intraprese subito dopo un viaggio verso sud a causa della sua cattiva salute – una sospetta tubercolosi (o polmoni deboli, come si diceva all’epoca) che lo tormenterà a lungo – e visitò, tra l’altro, per la prima volta Capri. In seguito proseguì gli studi a Montpellier, in Francia, presso il rinomato ginecologo Amadée Courty e nel 1880 discusse a Parigi una tesi di dottorato sulle emorragie uterine durante il parto.
La tesi suscitò scalpore. La discussione si protrasse a lungo a causa dell’atteggiamento arrogante di Munthe e perché molte delle fonti citate erano tedesche, fatto che irritava le autorità francesi. Munthe era, quindi, in primo luogo ginecologo, ma per tutto l’arco della sua carriera professionale praticò da medico generico. Con il tempo, tuttavia, venne a prevalere l’interesse per i disturbi di natura psicologica.
L’amico dei Poveri
Munthe operò come medico volontario durante l’epidemia di tifo a Capri nel 1881, durante l’epidemia di colera di Napoli nel 1884 e per la Croce Rossa inglese durante la prima guerra mondiale. Era un tipo artistico che suonava il piano e cantava, si interessava alla cultura in genere e divennein seguito uno degli autori svedesi più letti al mondo. Sembrava inoltre aver avuto una visione artistica del suo lavoro. Viveva il ruolo di medico come una vocazione e lavorava perciò spesso gratuitamente: in fondo non faceva che compiere il proprio dovere. Ma era probabilmente anche determinato a fare carriera e, dopo aver fallito a Parigi, ebbe la sua rivincita a Roma.
Munthe, così come altri medici di un’aristocrazia nevrotica, divenne una sorta di psicoterapeuta in grado di infondere speranza nei suoi pazienti sui quali aveva anche una grande influenza accresciuta dalla pratica dell’ipnosi. I pazienti pensavano di poeter guarire solo lasciandosi guidare da lui e questo li rendeva completamente dipendenti dalla sua presenza. La grande confidenza fra Munthe e i suoi pazienti dipendeva anche dalla sua frequentazione dell’ambiente aristocratico.
I contatti e i legami personali costituivano un importante mezzo per fare carriera. Inoltre il ruolo del medico nell’alta società consisteva anche nell’essere confidente spirituale e ospite. Questo naturalmente non faceva che rafforzare la fiducia dei pazienti nel medico e ciò, soprattutto in caso di malattie psicologiche e psicosomatiche, era sicuramente un buon punto di partenza.
Quando Axel Munthe discusse la tesi di dottorato in medicina a Parigi aveva solo 22 anni ed era, quindi, il più giovane dottore in medicina della Francia. In seguito aprì uno studio a Parigi dove lavorò durante gli anni 1880 principalmente per la colonia degli artisti scandinavi. Non ottenne un grande successo, soprattutto dal punto di vista economico, ma l’ambiente in cui si muoveva lo rese un personaggio pubblico sia in Francia sia in Svezia dove era possibile seguire la vita artistica parigina sulla stampa.
Munthe fece frequenti visite a Capri e sulle Alpi e nel 1884 intraprese un viaggio per Napoli dove sorvegliò l’epidemia di colera, contando i contagiati e i morti, e scrisse una serie di articoli su queste esperienze pubblicati dal quotidiano Stockholms Dagblad. Nel 1888 si stabilì per la prima volta a Capri dove divenne il medico degli isolani poveri, che nella maggior parte dei casi non erano in grado di permettersi le cure, iniziando così a essere considerato quasi come un santo protettore dell’isola. Munthe era felice di poter evitare Parigi e si trovava bene a Capri e con il lavoro che vi svolgeva. Neanche gli artisti parigini pagavano sempre e il grande problema di Munthe durante la prima fase della sua permanenza a Capri fu come sempre di natura economica.
La volontà di Munthe di fare carriera presso l’alta società di Roma dipendeva molto probabilmente dalla stabilità economica che gli avrebbe garantito – sebbene fosse forse anche spinto dal bisogno di ricevere conferme – ma allo stesso tempo desiderava ritirarsi a Capri per curare gratuitamente la povera gente.
Nel 1890 aprì uno studio a Piazza di Spagna a Roma e riuscì ad affermarsi durante l’anno seguente acquisendo tra i suoi pazienti ministri, lord e diplomatici, soprattutto inglesi e americani. Nel 1891 divenne sua paziente la principessa Vittoria, erede al trono di Svezia, ma, nonostante questo, continuò ad avere problemi economici. La vita del medico dell’alta società era infatti molto dispendiosa e Munthe era costretto a noleggiare una carrozza personale, a vestirsi con abiti costosi e a mantenere uno studio presso un indirizzo prestigioso.
Come sempre, veniva tutto finanziato da Georg Sibbern, diplomatico norvegese e caro amico di Munthe. Durante gli anni ’90 del 1800 Munthe fece una brillante carriera a Roma ma, nonostante questo, non dimenticò la sua missione di medico dei poveri e, insieme ad altri, raccolse fondi in favore di mense, orfanotrofi e ospedali per bambini.